I primi dettagli sulla torta per Giorgia Meloni in Giappone

Emergono i primi dettagli aggiuntivi riguardanti la torta per Giorgia Meloni in Giappone. Nelle alte sfere della politica internazionale, dove ogni gesto è pesato e ogni parola è calibrata, esiste un linguaggio universale che non necessita di interpreti: quello dello zucchero. La recente visita di Giorgia Meloni in Giappone ha confermato come la “dolcezza” sia diventata un raffinato strumento di soft power, una sorta di diplomazia pop capace di cementare alleanze e veicolare messaggi strategici tra nazioni apparentemente distanti.

torta per Giorgia Meloni
torta per Giorgia Meloni

L’omaggio del Sol Levante: la Strawberry Shortcake scelta come torta per Giorgia Meloni in Giappone

Il simbolo di questo legame è stata la torta di compleanno offerta alla Premier italiana: una creazione essenziale, dominata dal bianco della panna e dai tocchi rosso rubino della frutta fresca. Sebbene richiami i colori della bandiera nipponica, gli esperti vi hanno riconosciuto una Strawberry Shortcake, pilastro della pasticceria del Sol Levante. A differenza della variante americana, la versione giapponese è un inno al rigore: un pan di Spagna etereo che richiede una precisione millimetrica nella misurazione degli ingredienti e una tecnica impeccabile nella stesura della panna.

L’autore del dolce resta avvolto nel mistero, ma il sospetto cade sulle eccellenze locali, magari su quel team giapponese che lo scorso novembre a Roma ha conquistato l’oro mondiale per il miglior tiramisù. Un incrocio di culture che trasforma un dessert in un ponte tra Roma e Tokyo.

L’uso del cibo come strumento di Stato non è una novità, ma affonda le radici nell’etimologia stessa. Il dolce “Diplomatico”, ad esempio, deve il suo nome al greco diploma (“cosa doppia”), a indicare l’unione perfetta di due creme (pasticcera e panna). Oggi, questa “unione” si sposta sul piano del consenso.

Basti guardare a quanto accaduto per l’insediamento della premier nipponica Sanae Takaichi nell’ottobre 2025. In quell’occasione, la diplomazia si è fatta propaganda elettorale attraverso i Manju di Nara, la città natale della governante. Questi piccoli wagashi (dolci tradizionali), spesso confusi con i mochi ma caratterizzati da una cottura al vapore o al forno, sono stati personalizzati con il volto della Premier. Realizzati con un impasto morbido di farina o riso e farciti con la classica pasta di fagioli rossi anko, i Manju sono diventati un veicolo identitario potente: un modo per mangiare la politica, rendendola letteralmente digeribile e familiare.

In un mondo di tensioni geopolitiche, il vassoio di pasticceria resta l’ultima zona franca dove, tra un pan di Spagna e un fagiolo azuki, si costruisce il futuro delle relazioni globali. Interessante la torta per Giorgia Meloni in Giappone.

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