Nata quasi per caso nel 2008, una ricetta improvvisata per il pranzo dello staff si è trasformata in un fenomeno della pasticceria mondiale. La mente dietro a questo successo è Christina Tosi, pasticciera italo-statunitense, all’epoca giovane pastry chef a Manhattan nelle cucine del ristorante wd~50. Dovendo preparare un dessert economico per i colleghi con pochissimi ingredienti a disposizione, Tosi si ispirò alla Chess Pie, un classico del sud degli Stati Uniti. Mancando il latticello, decise di sperimentare: lo sostituì con la panna fresca e aggiunse ingredienti insoliti come latte scremato in polvere e mais liofilizzato.

Il successo di Crack Pie
Il risultato fu un dolce dalla consistenza appiccicosa (gooey) e dal sapore irresistibile, un perfetto equilibrio tra dolce e salato che conquistò immediatamente lo staff. Visto l’entusiasmo, Tosi decise di inserire la torta nel menu di Milk Bar, il suo primo punto vendita aperto nell’East Village insieme allo chef David Chang. Per il lancio sul mercato, si scelse un nome provocatorio e strategico per il marketing: Crack Pie. Il termine, nato dalle battute dei colleghi, ironizzava sulla capacità del dolce di dare una vera e propria “dipendenza” sensoriale, grazie al mix di burro, zuccheri e sale.
Il successo fu travolgente, trasformando la torta in un’icona pop amata da media e celebrità. Tuttavia, nel 2019, con la crescita e l’espansione del marchio, il nome divenne troppo controverso. Per promuovere i valori di inclusività e gioia dell’azienda, Christina Tosi annunciò il rebranding ufficiale in Milk Bar Pie. Nonostante il cambio di nome, la struttura e la ricetta originale sono rimaste identiche, sfidando i canoni della pasticceria classica con una struttura unica.
Per la base, che risulta essere un vero e proprio guscio croccante, rustico e sapido, la si ottiene preparando un biscotto d’avena poi sbriciolato e ricompattato con burro fuso e zucchero. Senza dubbio a fare la differenza di questa Milk Bar Pie è il ripieno. Si tratta di una crema densa e ricca a base di tuorli, burro, panna e zucchero. In cottura non deve gonfiare, ma rimanere morbida e quasi tremolante al centro.
Infine non può mancare il tocco segreto, ossia l’uso del latte in polvere e della farina di mais che donano una nota tostata, bilanciata da una generosa dose di sale. Questo particolare tocco è ciò che rende la Milk Bar Pie davvero speciale e assolutamente unica nel campo della pasticceria. Il dolce va servito rigorosamente freddo di frigorifero e decorato con zucchero a velo: una combinazione sfrontata, democratica e decisamente indimenticabile.