Cosa sappiamo sulla truffa delle torte in Cina

Esiste anche la truffa delle torte. Quello che sembrava un banale disguido alimentare si è rivelato, nel 2025, il preludio a uno dei più vasti scandali di frode commerciale nella storia recente della Cina. Tutto è iniziato a Pechino, quando un cliente di nome Liu ha sporto denuncia dopo aver ricevuto una torta decorata con fiori veri non commestibili al posto dei classici fiori di zucchero.

truffa delle torte
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I dettagli sulla truffa delle torte in Cina

Le indagini seguite alla sua segnalazione hanno scoperchiato un sistema capillare di “pasticcerie fantasma” che operavano nell’ombra delle più note piattaforme di e-commerce. L’inchiesta dell’Ufficio di Vigilanza del mercato di Haidian ha svelato numeri impressionanti: circa 67.000 negozi inesistenti avevano venduto oltre 3,6 milioni di torte in tutto il Paese. Il marchio coinvolto nel caso di Liu, “Sweet Love Letter Cake”, dichiarava 20 sedi fisiche nella capitale, tutte risultate fittizie e collegate a licenze commerciali falsificate.

Per smantellare l’organizzazione è stata necessaria una task force di 200 agenti, che ha incontrato forti resistenze. Alcune aziende hanno tentato di ostacolare le indagini negando l’accesso ai dati o ricorrendo alla violenza fisica contro le forze dell’ordine. Il cuore della truffa risiedeva in una gestione spietata della filiera. Il processo seguiva uno schema preciso.

Si partica dall’acquisizione dell’ordine, qui il consumatore acquistava una torta su piattaforme come Alibaba, Meituan o PDD, pagando il prezzo di mercato (es. 252 yuan). Dopo aver fatto ciò ecco che entrava in gioco l’asta degli intermediari, ossia il “venditore fantasma” metteva l’ordine all’asta su canali paralleli. Infine c’era la fase della produzione a basso costo.

In questo caso pasticcerie reali accettavano di produrre il dolce per una frazione del prezzo originale (spesso meno del 30%). In questo modo, tra le commissioni delle piattaforme e il margine del rivenditore fantasma, al produttore finale restavano briciole, compromettendo inevitabilmente la qualità e la sicurezza degli ingredienti.

Il 17 aprile 2026, le autorità hanno inflitto una multa complessiva di 3,6 miliardi di yuan (circa 528 milioni di dollari) ai sette giganti del web coinvolti, tra cui ByteDance e JD.com, per mancata vigilanza e violazione delle leggi sulla sicurezza alimentare e tutela dei consumatori. Si tratta della sanzione più alta mai applicata dal 2015, segnando un punto di svolta nel controllo del commercio online globale.

Bisogna dire come questo processo investigativo non sia stato molto semplice, proprio perché le varie piattaforme coinvolte si sono rifiutate inizialmente di collaborare o hanno ritardato tale collaborazione giustificandosi con la classica riservatezza dei dati. Alla fine però si è venuti a capo di questa mega truffa ed i colpevoli hanno pagato.

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