Pistiddu di Sant’Antonio, i ravioli dolci della Sardegna

 

17 gennaio 2019
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Si chiama pistiddu ed è un raviolo dolce ripieno di marmellata o di miele, il  dolce tipico sardo che si prepara in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate che cade il 17 gennaio. 

È un dolce tradizionale della Barbagia, di Nuoro in particolare: si tratta di un raviolo di sfoglia con ripieno di sapa che sarebbe di mosto cotto o di fichi d’india o di corbezzolo: molto più semplicemente potrete preparare un ripieno a base di miele o di marmellata anche perché il ripieno tende un po’ a variare in base alla zona della Sardegna in cui viene preparato il dolce.

Pistiddu di Sant’Antonio, i ravioli dolci della Sardegna





Per la pasta: | 500 gr semola di grano duro biologica - 100 gr zucchero - 100 gr strutto - Acqua - 1 pizzico sale - 1 cucchiaino lievito di birra o 1 bustina di lievito per dolci | Per il ripieno: | 500 ml miele o marmellata o sapa - 100 gr semola di grano duro - 1 scorza di arancia grattugiata - zafferano o spezie
Preparate il ripieno: lasciate riscaldare l’ingrediente principale del rioieno, la sapa, il miele o la marmellata e la scorza d'arancia grattugiata. Non appena sta per bollire, versate lentamente sul piano piano la semola e poi mescolate bene fino a quando non avrete ottenuto un composto tipo una marmellata. Lasciare intiepidire.
Ora preparate anche la pasta. Amalgamate la semola di grano duro biologica, lo zucchero, un cucchiaino lievito di birra o 1 bustina di lievito per dolci, l’acqua, un pizzico di sale e lo strutto, solo alla fine.
Amalgamate bene e non appena avrete ottenuto un composto omogeneo, lasciate riposare per almeno 30 minuti. Riprendete la pasta e create delle sfoglie sottili che dovranno avere una circonferenza di 15 centimetri circa e livellatelo. Aggiungete una seconda sfoglia e premete ancora la pasta ai lati.
Ora passate la rotella tagliapasta e create dei disegni sulla superficie con la stessa rotella (ma senza tagliare la sfoglia ovviamente). Lasciate cuocere il vostri dolci a 150° per 30 minuti o a 180° per 20 minuti, ma in ogni caso dovrete osservare la doratura della superficie.
Servite il dolce freddo e tagliato a spicchi. In alternativa potrete anche preparare dei mini dolcetti e poi lasciarli cuocere già in monoporzione.

[photo courtesy of thinkstock]

Se ogni paese vanta il suo miglior Pistiddu, in generale il dolce mantiene una circonferenza compresa fra i 15 centimetri e 20 centimetri e si caratterizza per dei bellissimi rilievi realizzati sulla superficie. Il nome pissidi invece deriva dal verbo pistiddare, a metà strada fra il  caramellare e fare una marmellata. 

UCCELLETTI DI SANT’ANTONIO, I DOLCI DEL SANTO 

RAVIOLINE DI RICOTTA CATANESI

RAVIOLI FRITTI ALLA RICOTTA

 

 

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