Raffioli napoletani, la ricetta tradizionale

 

18 gennaio 2018
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I raffioli, o in dialetto, raffiuoli, sono un dolce tradizionale della regine Campania: sono dolcetti che si preparano in tutta la regione in occasione del Natale, ma in effetti è facile trovarli nelle pasticcerie durante tutto l’anno.

biscotti, sangennarini, raffiouli

Sono dolcetti veramente squisiti che presentano una forma ovale con la base di pan di Spagna base e che vengono ricoperti con la glassa bianca o la marmellata di albicocche.

Raffioli napoletani, la ricetta tradizionale





150 g Farina integrale | 3 Uova | 125 g Zucchero | 1 cucchiaino (solo la punta) Ammoniaca per dolci - 1 cucchiaino Buccia di arancia non trattata - 1 bustina Vanillina | glassa: | 1 Uova, albume - 1/2 cucchiaino Limone, succo - 20 g Burro - 20 g Farina - 50 g Gelatina di albicocche
Versate all’interno di un recipiente 2 uova intere e 1 tuorlo insieme allo zucchero fino a quando non avrete ottenuto una crema bella densa utilizzando uno sbattitore elettrico.
Aggiungete la farina, l’ammoniaca per dolci, la vanillina e sempre continuando a mescolate, incorporate anche la buccia grattugiata dell’arancia. Montate a parte, e a neve ben soda, l’albume rimasto e poi unitelo al composto.
Versate il composto ottenuto nella tasca da pasticciere con un bocchetta liscia di circa 2 cm e poi spremete su una teglia ricoperta con la carta forno distanziando un raffiuolo dall’altro e ripetete il lavoro fino a esaurire il composto. Lasciate cuocere in forno preriscaldato in modalità statica a 200° per 15 minuti circa poi lasciate  raffreddare su una gratella.
Preparate la glassa sbattendo l’albume, aggiungete anche lo zucchero e il succo di limone. Lavorate bene fino a quando il composto non si sarà trasformato in crema molto spumosa.
Lasciate raffreddare le basi dei raffiuoli, spennellate la superficie dei dolcetti  con la confettura di albicocche e lasciate asciugare.

[photo courtesy of thinkstock]

Anche la farcitura può essere diversa, a base di ricotta, scorza di cedro candita, cioccolato e volendo anche pistacchi. Sono dolci abbastanza longevi che si conservano bene anche per diversi giorni e la tradizione vuole che si tratti di dolce o molto antichi che venivano preparati dalle monache benedettine del monastero di San Gregorio Armeno che inventarono questo raviolo dolce.

 

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